Anche quest’anno La Nueva Ola – Festival del cinema spagnolo e latinoamericano, diretto da Iris Martin-Peralta e Federico Sartori, in programma a Roma dal 6 al 10 maggio presso il Cinema Barberini, conferma la propria attenzione verso il mondo dell’illustrazione, del fumetto e dell’animazione, rafforzando una linea editoriale capace di intercettare nuovi pubblici e linguaggi.
All’interno della 19ª edizione, il dialogo tra cinema e disegno attraversa tanto il lungometraggio quanto il formato breve, consolidando un ponte sempre più riconoscibile tra narrazione visiva e sala cinematografica.
In questo contesto si inserisce La casa di Álex Montoya (in concorso per il Premio Urban Vision Group nella sezione La Nueva Ola del Cine Español), adattamento dell’omonima graphic novel di Paco Roca (pubblicata in Italia da Tunué), che porta sullo schermo una storia intima e universale: tre fratelli si ritrovano nella casa di famiglia dopo la morte del padre, trasformando una semplice operazione pratica in un confronto emotivo tra ricordi, tensioni e identità.
Un racconto che affonda le radici nella materia stessa del fumetto. L’opera, infatti, nasce da un’esperienza profondamente personale dell’autore e si sviluppa come una narrazione dal forte carattere autobiografico, capace di parlare in modo diretto del rapporto tra genitori e figli e della memoria familiare. Sullo schermo, questa dimensione si traduce in un film che ha conquistato pubblico e critica in Spagna, imponendosi come un vero caso dopo i riconoscimenti al Festival di Málaga, dove si è aggiudicato il Premio del Pubblico e il Premio come Miglior Sceneggiatura.
Oltre al legame tra cinema e fumetto, il festival punta i riflettori sull’animazione d’autore con un focus su Rocío Quillahuaman, una delle firme più graffianti e originali dell’illustrazione contemporanea. Con Anatomia dell’ansia (nella sezione Cortos), selezione di cortometraggi, l’artista costruisce un universo visivo essenziale e diretto, dove il segno grafico diventa strumento politico e narrativo.
Le sue animazioni, brevi e incisive, trasformano l’ansia generazionale e le nevrosi urbane in racconti ironici e spietati, capaci di parlare in modo immediato a un pubblico giovane e trasversale. “Lavoro sempre a partire da esperienze personali: la creatività è per me un canale di catarsi, e anche l’umorismo lo è. Racconto storie della mia vita che diventano un modo per condividere esperienze e creare una comunità”, racconta l’artista. “Ho scelto uno stile essenziale per sfuggire al perfezionismo: esaltare l’errore è diventato parte del mio linguaggio. Col tempo questa scelta è diventata anche politica, un modo per restare fedele a ciò che mi rappresenta”. Un lavoro che affronta senza filtri temi come identità migrante, razzismo e contraddizioni sociali, restituendo un ritratto lucido e contemporaneo del presente.
Con questo doppio sguardo – dal fumetto d’autore al linguaggio animato più radicale – La Nueva Ola si conferma come uno spazio privilegiato per chi cerca nel cinema nuove forme di racconto visivo, capace di attrarre anche la comunità sempre più ampia degli appassionati di graphic novel e animazione.
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