Anche quest’anno La Nueva Ola – Festival del cinema spagnolo e latinoamericano, diretto da Iris Martin-Peralta e Federico Sartori, in programma a Roma dal 6 al 10 maggio presso il Cinema Barberini, propone uno sguardo attento alle dinamiche psicologiche e ai conflitti interiori, attraverso film che indagano identità, memoria e trasformazione personale.
Las corrientes di Milagros Mumenthaler (sezione La Nueva Ola Latinoamericana) e La furia di Gemma Blasco (sezione La Nueva Ola del Cine Español), infatti, concorrono al Premio Urban Vision Group, portando in sala due percorsi diversi ma complementari sul tema della fragilità e della ricostruzione dell’identità.
Las corrientes segue Lina, una stilista all’apice della carriera divisa tra Europa e Buenos Aires, la cui vita si incrina improvvisamente durante un soggiorno in Svizzera. Tornata in Argentina, sceglie il silenzio, ed è proprio in questa sospensione che riemergono ricordi rimossi e fragilità irrisolte. Il film costruisce così un viaggio intimo che interroga ciò che resta quando le certezze vengono meno.
Milagros Mumenthaler sviluppa un racconto per sottrazione, in cui l’evento scatenante resta fuori campo e la narrazione si concentra su un lento processo di scavo interiore. Attraverso tempi dilatati, una regia che insiste sui volti e sugli spazi domestici e un uso della luce naturale, il film restituisce una tensione psicologica che si manifesta nei dettagli, nei silenzi e nei minimi slittamenti emotivi.
Al centro, l’interpretazione di Isabel Aimé González Sola, che sostiene l’intero impianto con una presenza trattenuta ma attraversata da una costante vibrazione interiore. Il suo volto diventa il luogo in cui emergono le “correnti” invisibili della memoria e del desiderio, offrendo un ritratto complesso dell’identità femminile contemporanea.
Il film, presentato al Toronto International Film Festival e al San Sebastián International Film Festival, è stato accolto come un’opera matura, capace di interrogare il tema dell’identità femminile e della responsabilità individuale senza offrire risposte semplici. Mumenthaler costruisce un cinema dell’invisibile, in cui la vera tensione non è nell’azione ma nel movimento interiore dei personaggi.
Su un versante diverso, La furia di Gemma Blasco affronta il trauma e la sua elaborazione attraverso il corpo e la rappresentazione. Protagonista è Álex, giovane attrice che, dopo aver subito un’aggressione senza riuscire a identificare il colpevole, rifiuta l’isolamento e trova nella messa in scena di Medea una forma di trasformazione del dolore.
Esordio alla regia di grande impatto, il film evita i codici del dramma sociale per costruire un percorso quasi mitologico, in cui la rabbia diventa materia espressiva. La performance di Ángela Cervantes, intensa e viscerale, restituisce un’emozione lacerante che attraversa l’intero racconto, trasformando l’esperienza traumatica in una forza narrativa capace di interrogare lo spettatore.
Attraverso due opere che lavorano sulla dimensione invisibile delle emozioni e sulla complessità dei percorsi individuali, La Nueva Ola conferma la propria capacità di portare in sala un cinema che non si limita a raccontare storie, ma invita il pubblico a confrontarsi con le tensioni più profonde del presente.
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