Runa simi

La nostra lingua

REGIA
Augusto Zegarra

SCENEGGIATURA
Augusto Zegarra

FOTOGRAFIA
Renzo Rivas

MONTAGGIO
Carlos Rojas

MUSICA
Pauchi Sasaki

PRODUZIONE
Estudio Alaska 88

CON
Fernando Valencia, Dylan Valencia

ANNO
2025

NAZIONALITÀ
Perù

DURATA
85 min.

RICONOSCIMENTI

  •  Premio Albert Maysles per Miglior Nuovo Regista Documentarista al Tribeca Film Festival 2025
  • Youth Jury Award allo Sheffield DocFest 2025
  • Premio del pubblico al Biarritz International Festival of Latin American Cinema
  • Premio Ibero‑americano al Palm Springs International Film Festival 2026
  • Premio del Jurado della Organización Internacional del Trabajo – Cinetrab e il Premio del pubblico - Festival de Cine de Lima 2025

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Runa simi

La nostra lingua

Fernando Valencia è un giovane attivista e doppiatore di Cusco, cresciuto nelle comunità dell’altopiano andino, dove l’impressionante natura custodisce la cultura quechua. Qui nasce il suo sogno: convincere la Walt Disney a doppiare Il Re Leone in quechua.

Un racconto intimo e politico che mostra il cinema come spazio di riconoscimento, identità e trasformazione collettiva.

Pluripremiato a livello internazionale il regista Augusto Zegarra è stato insignito con il Best New Documentary Director Award al Tribeca Film Festival 2025.

Latinoamericana //

In un panorama cinematografico spesso dominato da produzioni di grande budget e narrazioni globali, Runa Simi emerge come un’opera documentaria che ricorda al pubblico perché il cinema può essere uno strumento di trasformazione umana e culturale.

Il critico Ricardo Gallegos afferma che l’opera prima di Augusto Zegarra è “un racconto ispiratore che ci riporta alle radici del motivo per cui amiamo il cinema”, mostrando la lotta di Fernando Valencia per dare voce alla lingua quechua attraverso il doppiaggio.

Il documentario, offre un approfondimento essenziale su una delle culture ancestrali più radicate dell’America Latina, e non indulge in artifici formali ma si affida alla sincerità e alla determinazione del suo protagonista, un moderno Don Chisciotte tra le vette andine, la cui relazione con il figlio aggiunge una dimensione emotiva potente alla narrazione.

Fernando è un uomo dal cuore grande e dallo spirito infaticabile, la cui passione per il cinema e per la conservazione della cultura quechua diventa il cuore del film. Il montaggio e la musica accompagnano con delicatezza questo viaggio di resistenza culturale, trasformando ogni scena in un invito a riflettere sul valore delle lingue indigene e sull’importanza di preservarle per le generazioni future.

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