Maspalomas
Maspalomas
REGIA
José Mari Goenaga e Aitor Arregi
SCENEGGIATURA
José Mari Goenaga
FOTOGRAFIA
Javi Agirre Erauso
MONTAGGIO
Maialen Sarasua Oliden
MUSICA
Aránzazu Calleja
PRODUZIONE
Irusoin, Moriarti Produkzioak,
CON
José Ramón Soroiz, Nagore Aranburu, Kandido Uranga, Zorion Eguileor, Kepa Errasti
ANNO
2025
NAZIONALITÀ
Spagna
DURATA
115 min.
PREMI
- Premi Goya 2026:
- Miglior attore protagonista: José Ramón Soroiz.
- Il film ha ricevuto in totale 9 nomination, tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Originale.
- Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián 2025:
- Concha de Plata alla migliore interpretazione protagonista: José Ramón Soroiz.
- Premio Sebastiane: Riconoscimento per il film che meglio riflette i valori e la realtà LGBTQI+.
- Premios Forqué 2025:
- Miglior interpretazione maschile: José Ramón Soroiz.
- Premios Feroz 2026:
- Miglior attore protagonista: José Ramón Soroiz.
- Miglior attore non protagonista: Kandido Uranga.
- Fotogramas de Plata 2026:
- Miglior attore di cinema: José Ramón Soroiz.
- Spanish Actors Union 2026:
- Migliore interpretazione maschile protagonista: José Ramón Soroiz
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Maspalomas
Maspalomas
A 76 anni, Vicente ha trovato la sua dimensione di libertà nell’oasi queer di Maspalomas, nelle Canarie. Tuttavia, un ritorno forzato a San Sebastián lo costringe in una casa di riposo, dove si ritrova a dover celare la propria identità e ad affrontare i fantasmi di un passato mai risolto.
Straordinaria l’interpretazione di José Ramón Soroiz, già premiato come Miglior Attore Protagonista al Festival di San Sebastián (Concha de Plata) e ai Premi Goya 2026. Un racconto potente e necessario sulla speranza e sulla rivendicazione della propria autenticità a qualsiasi età.
La Nueva Ola //
Il film queer spagnolo della stagione – orgogliosissimo di esserlo, coraggioso e tutt’altro che riluttante alle scene esplicite – si intitola Maspalomas, poiché è ambientato in quell’enclave delle Canarie. Lì, tra le sue dune piene di emozionanti “sorprese”, inizia questo lungometraggio di due dei Moriarti, Aitor Arregi e José Mari Goenaga, autori (insieme al terzo membro di questo “trio” artistico, Jon Garaño) dei film Marco, La trinchera infinita, Handia e Loreak, e della serie Cristóbal Balenciaga, tra gli altri.
La trama ruota attorno a Vicente (interpretato da un accattivante José Ramón Soroiz), un allegro uomo di 76 anni che finalmente vive la vita che desidera a Maspalomas: trascorre le sue giornate sdraiato al sole, facendo festa al centro ricreativo Jumbo e cercando il piacere… Finché un incidente inaspettato non lo costringe a tornare a San Sebastian per ritrovare sua figlia (Nagore Aranburu, vincitrice del Premio Goya 2026 come miglior attrice non protagonista), con la quale prima non aveva quasi nessun contatto. Così, il buon vecchio Vicente dovrà vivere in una residenza dove, date le circostanze, si sente obbligato, francamente contro la sua volontà, a tornare nell’ombra, nascondendo così una parte di sé che credeva risolta.
Questo dramma mette così a confronto due mondi opposti: quello edonistico, eccitante e luminoso del sud dell’isola di Gran Canaria e quello grigio, noioso e piovoso di San Sebastian. Il primo è il paradiso omosessuale di un uomo che è arrivato tardi a vivere la sua vita veramente libero (e per questo cerca a tutti i costi di recuperare il tempo perduto); l’altro è una prigione sociale dove essere se stessi può portare al rifiuto e alla discriminazione da parte degli altri. Così, il pover’uomo si ritrova faccia a faccia, suo malgrado, con un passato di privazioni e dolorosi segreti che credeva morti e sepolti per sempre. Un incubo, insomma.
Ma al di là di quanto sta accadendo in tutto il mondo (perché ovunque assistiamo a un pericoloso declino dei diritti fondamentali), il nostro personaggio deve anche prendersi cura della figlia, che non gli ha perdonato di aver abbandonato la famiglia (a questo proposito, il dialogo sui Re Magi è una vera chicca). Inoltre, i Moriarti affrontano, con grande rispetto, sincerità e consapevolezza, un tema che sembra anch’esso tabù: la sessualità e l’amore in età avanzata. Si tratta di un argomento raramente affrontato al cinema.
Per tutto questo e per lo splendido lavoro degli attori, in particolare del duo principale, Maspalomas diventa un film che, come La trinchera infinita, parla dei segreti, delle paure e delle altre forme di repressione a cui possono portare l’ignoranza, l’intolleranza, la tendenza della società a voler etichettare tutto e la scarsa comunicazione tra le persone.