LAS CORRIENTES
Le correnti
REGIA
Milagros Mumenthaler
SCENEGGIATURA
Milagros Mumenthaler
FOTOGRAFIA
Gabriel Sandru
MONTAGGIO
Gion-Reto Killias
MUSICA
Matías Rada
PRODUZIONE
Alina Film, Ruda Cine
CON
Isabel Aimé González Sola, Esteban Bigliardi, Ernestina Gatti, Jazmín Carballo
ANNO
2025
NAZIONALITÀ
Argentina, Svizzera
DURATA
104 min.
RICONOSCIMENTI
-
Toronto International Film Festival 2025
Selezione ufficiale – Sezione Platform -
San Sebastián International Film Festival 2025
Selezione ufficiale
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LAS CORRIENTES
Le correnti
Lina è una stilista argentina affermata che vive tra l’Europa e Buenos Aires. Durante un viaggio in Svizzera per ricevere un premio, un episodio improvviso e inspiegabile incrina la superficie ordinata della sua esistenza. Tornata in Argentina, la donna sceglie il silenzio, ma qualcosa dentro di lei si è messo in movimento: ricordi rimossi, fragilità irrisolte e una crescente sensazione di scollamento dalla propria identità emergono come correnti sotterranee. Nel confronto con il lavoro, la famiglia e il proprio passato, Lina intraprende un percorso intimo e doloroso che la costringe a ridefinire se stessa.
Latinoamericana //
Con Las corrientes, Milagros Mumenthaler conferma una poetica rigorosa e coerente, già affermata nei suoi lavori precedenti, costruendo un film che lavora per sottrazione e densità emotiva. Lontano da ogni compiacimento melodrammatico, il racconto si sviluppa come un lento processo di scavo interiore, dove l’evento scatenante non viene spettacolarizzato ma diventa un punto cieco attorno al quale ruota l’intera narrazione.
La regia privilegia tempi dilatati, inquadrature che insistono sui volti e sugli spazi domestici, e un uso della luce naturale che restituisce una sensazione di fragile realismo. La macchina da presa osserva senza giudicare, lasciando emergere la complessità psicologica della protagonista attraverso gesti minimi, silenzi e impercettibili slittamenti emotivi. In questo senso, il film si inserisce nella migliore tradizione del cinema argentino contemporaneo, capace di coniugare introspezione e tensione narrativa.
La performance di Isabel Aimé González Sola sostiene l’intero impianto del film con un’interpretazione trattenuta ma attraversata da una costante vibrazione interiore. Il suo volto diventa il luogo in cui si manifestano le “correnti” invisibili che danno titolo all’opera: movimenti sotterranei della memoria e del desiderio che destabilizzano ogni certezza.
Presentato al Toronto International Film Festival e al San Sebastián International Film Festival, il film è stato accolto come un’opera matura, capace di interrogare il tema dell’identità femminile e della responsabilità individuale senza offrire risposte semplici. Mumenthaler costruisce un cinema dell’invisibile, in cui la vera tensione non è nell’azione ma nel movimento interiore dei personaggi.
Las corrientes è un’opera esigente e profondamente contemporanea, che affida alla delicatezza formale e alla precisione psicologica la forza del suo discorso sul presente.