LA RESERVA
La riserva
REGIA
Pablo Pérez Lombardini
SCENEGGIATURA
Pablo Pérez Lombardini
FOTOGRAFIA
Moritz Tessendorf
MONTAGGIO
Florian Seufert
MUSICA
YOM
PRODUZIONE
Pikila Cine
CON
Carolina Guzmán, Abel Aguilar, Verónica Ángel Pérez, Corina Paola Pérez
ANNO
2025
NAZIONALITÀ
Messico
DURATA
92 min.
RICONOSCIMENTI
Ha ottenuto premi principali alla 23ª edizione del Festival Internacional de Cine de Morelia, tra cui Miglior Film Messicano, Miglior Regia per Pérez Lombardini e Miglior Attrice per Carolina Guzmán
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LA RESERVA
La riserva
Nel remoto villaggio di Monte Virgen, circondato da boschi e piantagioni, Julia lavora come guardabosques dedicata alla protezione della riserva naturale. Quando un gruppo di talamontes illegali inizia a deforestare la zona, Julia cerca di mobilitare la sua comunità e resistere alla devastazione. Sostenuta solo dalla propria determinazione e dal forte senso di dignità, si trova a fronteggiare l’indifferenza degli altri abitanti e la violenza crescente dei taglialegna, mentre la sua lotta diviene simbolo di un impegno collettivo che trascende i confini personali
Latinoamericana //
Con La reserva, Pablo Pérez Lombardini costruisce un’opera che va oltre il semplice thriller ambientale per configurarsi come una tragedia sociale e umana sull’impegno e la dignità di chi difende il territorio. Ambientato nella Reserva de la Biosfera El Triunfo, il film si sviluppa attorno a una protagonista femminile forte e complessa che, pur narrata in chiave realista, assume i contorni dell’archetipo contemporaneo dell’attivista contro l’abuso ecologico e la complicità collettiva .
L’uso del bianco e nero non è solo scelta estetica: serve a sottolineare la forza espressiva delle immagini e a focalizzare l’attenzione dello spettatore sulle contraddizioni interne dei personaggi e sulla durezza del conflitto. La narrazione esige la partecipazione emotiva dello spettatore, alternando momenti di sospensione e tensione con sequenze di intima fragilità che rivelano la psicologia di Julia, figura che incarna la lotta di comunità spesso marginalizzate .
La critica ha evidenziato come la performance di Carolina Guzmán — un’attrice non professionista selezionata in base alla sua vicinanza al mondo rappresentato — conferisca al film una autenticità rara, rendendo palpabile la tensione tra il desiderio di protezione e la confrontazione con l’indifferenza e l’avidità. La reserva emerge così come uno dei contributi più intensi del cinema messicano contemporaneo, capace di trasformare una narrazione locale in un discorso universale sulla responsabilità ambientale e sociale